Vai al contenuto
Sabaro ♥ La mia selezione
Al-Qasr (Dakhla)
Al-Qasr (Dakhla) · Foto: Vyacheslav Argenberg from Rostov-on-Don, Russian Federation, CC BY 2.0, Wikimedia Commons
Al-Qasr (Dakhla)
Al-Qasr (Dakhla) · Foto: VascoPlanet, CC BY 2.0, Wikimedia Commons
Al-Qasr (Dakhla)
Al-Qasr (Dakhla) · Foto: Vyacheslav Argenberg from Rostov-on-Don, Russian Federation, CC BY 2.0, Wikimedia Commons
Al-Qasr (Dakhla)
Al-Qasr (Dakhla) · Foto: Vyacheslav Argenberg from Rostov-on-Don, Russian Federation, CC BY 2.0, Wikimedia Commons
Il palmeto di Kharga e il tempio di Hibis, ai piedi della scarpata del Deserto Occidentale
Il palmeto di Kharga e il tempio di Hibis, ai piedi della scarpata del Deserto Occidentale · Foto: kairoinfo4u (Hanne Siegmeier), CC BY 2.0, Wikimedia Commons
Una mandria di dromedari sulla sabbia vicino all'oasi di Dakhla
Una mandria di dromedari sulla sabbia vicino all'oasi di Dakhla · Foto: Crashsystems, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons

Oasi di Dakhla e di Kharga

Le oasi di Kharga e di Dakhla, nel Deserto Occidentale, si trovano sulla strada che collega il Cairo a Luxor passando per le oasi. Kharga riunisce il tempio di Hibis, la necropoli di el-Bagawat e una catena di fortezze romane; Dakhla, villaggi di mattoni crudi come al-Qasr. Per chi ama l'archeologia e le strade poco battute, da novembre a marzo.

La frontiera del deserto

Kharga occupa una depressione di circa 180 km da nord a sud, a circa 200 km a ovest del Nilo; è la più grande delle oasi del Deserto Occidentale. Deve la sua storia alla sua posizione di crocevia. La pista del Darb al-Arba'in, la «strada dei Quaranta Giorni», vi faceva passare l'oro e l'avorio dell'Africa; fino al XIX secolo collegava l'Egitto al sultanato del Darfur, nell'attuale Sudan.

Ogni epoca ha lasciato il suo segno:

  • I Persiani costruirono il primo nucleo del tempio di Hibis, ampliato poi dai Tolomei e dai Romani, e introdussero acquedotti sotterranei che portavano l'acqua per gravità fino ai campi.
  • I Romani ripresero questo sistema e fortificarono l'oasi tra la fine del III secolo e l'inizio del IV: una catena di forti e villaggi fortificati che segnava il limite meridionale dell'impero e controllava le carovane. Umm al-Dabadib e Ain al-Lebekha, a nord, sono tra i meglio conservati.
  • I primi cristiani lasciarono la grande necropoli di el-Bagawat, del V secolo, e chiese costruite all'interno dei forti.

Kharga e le piccole oasi del sud figurano dal 2015 nella lista propositiva dell'UNESCO (l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura; la lista propositiva riunisce i siti che uno Stato intende candidare al Patrimonio mondiale), sia per le loro vestigia sia per i loro paesaggi.

Kharga, i monumenti

La città di Kharga è moderna; i siti si trovano a pochi chilometri a nord, e a sud verso Baris.

  • Il tempio di Hibis, a 2 km a nord della città, dedicato ad Amon, restaurato e riaperto al pubblico. Un viale di sfingi conduce alla sala ipostila; il santuario reca quasi 700 figure di dèi e di re.
  • La necropoli di el-Bagawat, uno dei cimiteri cristiani più antichi d'Egitto: 263 cappelle funerarie in mattoni crudi sormontate da cupole. Le cappelle dell'Esodo e della Pace conservano le loro pitture.
  • La colombaia di Ain al-Dabashiya, una torre quadrata restaurata e aperta al pubblico, in mezzo ad antichi campi.
  • I forti di Umm al-Dabadib e di Ain al-Lebekha, più addentro nel deserto: servono una guida e un fuoristrada.
  • A sud, il tempio di Dush, un edificio romano del I secolo dedicato a Iside e Serapide, vicino a Baris; l'ente del turismo consiglia di venirci al tramonto per la vista. Gioielli d'oro rinvenuti nelle vicinanze nel 1989 sono al Museo egizio del Cairo. Lungo la strada, il villaggio in architettura di terra progettato dall'architetto Hassan Fathy, iniziato negli anni Sessanta, non è mai stato completato.

Dakhla, i villaggi

Dakhla si allunga per circa 80 km da est a ovest, una successione di villaggi e palmeti lungo la strada. Mut è la città principale; l'interesse sta nei vecchi villaggi.

  • Al-Qasr, l'antica capitale medievale dell'oasi: un vecchio borgo di vicoli stretti, dove una fortezza islamica fu costruita su un forte romano. Il minareto in mattoni crudi della moschea di Nasr al-Din si innalza per 21 metri. Un'antica madrasa, una casa ottomana trasformata in piccolo museo e l'ingresso scolpito della sala del consiglio completano la visita.
  • Qarat el-Muzawwaqa, centinaia di tombe greco-romane scavate nella falesia; quelle di Petosiris e di Petubastis sono dipinte con divinità funerarie e zodiaci.
  • Deir el-Hagar, un tempio romano in arenaria dedicato ad Amon-Ra, Mut e Khonsu, con rilievi raffinati.
  • Balat, un altro antico borgo, e lì vicino le mastabe di Ain Asil, tombe dell'Antico Regno.

Per la notte, l'Al Tarfa Desert Lodge, aperto nel 2008 in architettura tradizionale di terra, è un indirizzo confortevole: una ventina di camere, una piscina e un ristorante. Il lago a nord di Mut è inquinato; non fateci il bagno. Le sorgenti calde, come la Magic Spring vicino a Ed-Duhus, si prestano invece al bagno.

Come arrivare e quanto tempo

Non ci sono voli di linea per Kharga né per Dakhla: si arriva su strada, in tre modi.

  • Da Luxor, con la strada diretta fino a Baris, a sud di Kharga. È l'accesso più pratico per un viaggio che inizia nella valle del Nilo, in auto con autista; nessun trasporto pubblico percorre questa strada.
  • Da Asyut, sulla linea Cairo-Luxor: un autobus giornaliero parte verso le 8:00 (ora locale), 3-4 ore fino a Kharga, poi altrettante fino a Dakhla.
  • Da nord, seguendo il giro delle oasi dal Cairo: Bahariya, il Deserto Bianco, Farafra, poi circa 300 km da Farafra a Dakhla e 200 km da Dakhla a Kharga.

Sabaro consiglia almeno quattro giorni per le due oasi: due notti a Kharga, due a Dakhla. Per il giro completo dal Cairo a Luxor, calcolate una settimana, con ogni tappa percorsa di giorno.

Fuori dai centri abitati il telefono non prende più dopo pochi chilometri. I ristoranti di Kharga aprono soprattutto la sera, verso le 19:00 (ora locale).

Sicurezza

La strada delle oasi è aperta al turismo; il deserto che la circonda molto meno. I ministeri degli Esteri non danno tutti la stessa indicazione per le città, le strade e il deserto circostante: quella del vostro paese è nella tabella «Consigli ai viaggiatori» di questa pagina. Si raccomanda vivamente un'agenzia o una guida riconosciuta.

Ne derivano due regole. Restare sulle strade e sulle piste conosciute: il rischio di mine nelle zone desertiche è elevato. E viaggiare di giorno: circolare di notte fuori dai centri abitati va escluso.

Da vedere

Come arrivare

In aereo

AeroportoSu stradaVoli diretti
Asyut (ATZ)214 km, 2 h 36

Tutti gli aeroporti e i voli diretti

Da leggere anche

Consigli ai viaggiatori

PaeseIndicazione ufficialeFonte
FranciaKharga e Dakhla (Mut) in vigilanza rafforzata (giallo) sulla mappa, lungo la strada delle oasi; il deserto circostante è sconsigliato salvo motivi imperativi (arancione). Percorrete le strade sorvegliate, non circolate di notte fuori dalle città; è vivamente consigliato rivolgersi a un'agenzia o a una guida riconosciute diplomatie.gouv.fr (Ultimo aggiornamento del sito 21 settembre 2026)
Regno UnitoLe città oasi di Dakhla (Mut) e Kharga e le strade Farafra-Dakhla-Kharga, Kharga-Baris e Baris-Luxor sono escluse dalle zone sconsigliate; il resto del Deserto Occidentale è sconsigliato salvo viaggi essenziali GOV.UK (Ultimo aggiornamento del sito 4 agosto 2026)
Paesi BassiArancione: l'ovest dell'Egitto, tranne la città di Siwa, solo per viaggi necessari; El Kharga è in zona arancione sulla carta; conflitti tra bande criminali ed esercito nel deserto a ovest del Nilo, rapine Nederland Wereldwijd (Ultimo aggiornamento del sito 19 giugno 2026)
BelgioNon rilevato da Sabaro: vedere diplomatie.belgium.be
SvizzeraNon rilevato da Sabaro: vedere DFAE (eda.admin.ch)
LussemburgoNon rilevato da Sabaro: vedere mae.gouvernement.lu
IrlandaNon rilevato da Sabaro: vedere ireland.ie (DFA)
GermaniaNon rilevato da Sabaro: vedere Auswärtiges Amt
SveziaNon rilevato da Sabaro: vedere Regeringen (UD)
DanimarcaNon rilevato da Sabaro: vedere Udenrigsministeriet (um.dk)
NorvegiaNon rilevato da Sabaro: vedere Regjeringen
PoloniaNon rilevato da Sabaro: vedere Odyseusz (MSZ)
CechiaNon rilevato da Sabaro: vedere MZV ČR
AustriaNon rilevato da Sabaro: vedere BMEIA
ItaliaNon rilevato da Sabaro: vedere Viaggiare Sicuri
SpagnaNon rilevato da Sabaro: vedere exteriores.gob.es
PortogalloNon rilevato da Sabaro: vedere Portal das Comunidades
FinlandiaNon rilevato da Sabaro: vedere Ulkoministeriö (um.fi)

Le regole cambiano: verificate sempre sul sito ufficiale prima di partire.

Domande frequenti

Come si raggiungono le oasi?

Su strada: da Luxor fino a Baris, a sud di Kharga; da Asyut in autobus, 3-4 ore fino a Kharga e poi altrettante fino a Dakhla; oppure con il giro delle oasi dal Cairo. Gli aeroporti di Kharga e di Dakhla non hanno voli di linea.

La zona è sconsigliata?

Le città e la strada delle oasi sono aperte al turismo; il deserto circostante molto meno. L'indicazione del vostro ministero è nella tabella «Consigli ai viaggiatori» di questa pagina.

Cosa vedere a Kharga?

Il tempio di Hibis, di epoca persiana, la necropoli cristiana di el-Bagawat, del V secolo, e a sud il tempio romano di Dush. I forti romani a nord richiedono una guida e un fuoristrada.

Quanti giorni prevedere?

Almeno quattro giorni per Kharga e Dakhla, una settimana per il giro completo dal Cairo a Luxor attraverso le oasi.

Richiedete un viaggio: Egitto

Un consulente vi risponde via e-mail. Gratuito e senza impegno.

Le nostre fonti: whc.unesco.org, experienceegypt.eg, en.wikivoyage.org, gov.uk, diplomatie.gouv.fr.

Pubblicato il 14 ottobre 2026 · aggiornato il 22 ottobre 2026

Ricevete le nostre idee di viaggio

Una lettera al mese, al momento giusto per prenotare. Cancellazione con un clic.

Il vostro indirizzo serve unicamente all'invio della newsletter; potete cancellarvi in qualsiasi momento. Dettagli nell'informativa sulla privacy.